Diario di Viaggio: Paris Déco Off
Arrivo a Parigi: primi sguardi e attese
Parigi in gennaio ha un’eleganza fredda, ma calda ed elegantissima nel suo spirito creativo. Appena atterrata, l’aria è frizzante, le luci delle vetrine riflettono tessuti pregiati, tappezzerie disegnate, bordature lussuose. Il cuore pulsante di questa esperienza è il quartiere di Saint-Germain-des-Prés, rue du Mail, Place Saint-Sulpice: luoghi in cui showrooms storici si aprono al pubblico per svelare nuove collezioni, ma anche giovani designer che mescolano moda, cultura e design.
Trame e texture: il mondo nei tessuti
Uno dei temi più forti di questa edizione è la riscoperta della texture, dell’artigianalità e del contrasto materico:
I tessuti spesso mixano velluti incisi, ricami, superfici in rilievo. Elitis, ad esempio, mette in scena velluti straordinari, dove texture e profondità creano ombre, luci, una sorta di teatro tessile.
Le tappezzerie di Pierre Frey parlano d'arte : pannelli dipinti a mano, bordature metalliche, superfici che sembrano pitture, jaquard, ricami, tutto immerso in colori saturi e finiture lussuorse. Uno spazio non solo da guardare, ma da toccare, annusare, immaginare.
Le stampe animali ritornano, come strisce selvagge, motivi tiger, pellicce pittoriche reinterpretate in fibre moderne. È una natura “vestita”, non selvaggia ma studiata, che parla di forza e originalità.
Culture a confronto: ispirazioni da mondi lontani
Parigi Déco Off non è solo arredamento occidentale. Tra le collezioni emergono richiami al Mediterraneo, all’Africa, all’Asia: motivi tropicali, foglie di palma, fiori esuberanti: la flora esotica non è solo decorazione, ma viaggio visivo. Colori che ricordano tramonti africani, toni verdissimi delle foreste, sfumature acquamarina e corallo.
Ingredienti culturali mischiati: architettura decorativa francese con elementi ornamentali asiatici, tecniche artigianali tradizionali che vengono reinterpretate in forme contemporanee. Voglia di globalità ma con radici ben definite
Ho segnato nel taccuino:
Pierre Frey “Deserts” – archivi berberi, kilim, influenze sahariane toni sabbia, ocra, terracotta, contrasti con blu notte. Rivisitazione dei pattern tradizionali, con geometrie potenti e elementi naturali.
Schumacher Orpheum / Shivalik Hills Tiger marroni intensi, velluto, stampe animali, ricami pregiati Lo “studio del tiger”: non solo stampa, ma intreccio di tessiture, morbidezze e luci.
de Gournay Poiret: “La Maison Martine” oro antico, aqua, verde intenso, broccato, ricamo, pittura su carta da parati. Ogni stanza come una piccola “opera totale” dove ogni superficie – muro, tappeto, lampada – racconta una storia.
Colori dal taccuino: palette & poesia
Ho schizzato queste palette mentre camminavo tra gli showrooms:
Terracotta + Ocra + Sabbia – caldo, roccioso, terre di tramonto
Marrone cacao + Cioccolato + Beige crema – morbidezza profonda, velluto, nodi di tessuto
Verde mela + Aqua + Turchese intenso – vegetazione tropicale, palme sospese, sogni esotici
Oro antico + Bronzo + Ottone ossidato – superfici metalliche, riflessi, patine
Questi colori non sono solo visivi, ma olfattivi e tattili: il tessuto ruvido sotto il pollice, il metallo fresco, l’odore del legno naturale mischiato alla lacca, il velluto che prende la luce
Culture intrecciate: moda e décor
Una delle forze di questa edizione è il tema “Fashion in Deco, Deco in Fashion”, frutto di collaborazioni con scuole come Esmod International. Non si tratta più solo di tappeti e tessuti, ma di pattern che avrebbero spazio su anche su un abito, borse che sembrano piccole tappezzerie, ornamenti che diventano accessori.
Passementerie, frange, nappine, nello showroom Houles lasciano senza fiato: dettagli di moda che si trasferiscono negli interni, mentre texture da arredamento si immaginano leggere come seta usata in alta moda.
Momenti di riflessione nel mio taccuino
Il lusso non è più semplicemente ostentazione, ma autenticità: materiali artigianali, tecniche antiche, finiture che raccontano il tempo.La contaminazione culturale non è un vezzo, è desiderio di storie condivise. Ogni motivo floreale, ogni animale stilizzato, ogni bordo dorato ha radici, riferimenti, memorie. L’equilibrio è tutto: puoi avere un pattern forte, un ricamo vistoso, ma serve armonia negli spazi, pause visive, superfici neutre.
Partire con nuovi semi: ispirazioni da portare a casa
Mentre lascio Parigi, con la valigia piena di schizzi, fotografie, piccoli campioni di tessuto e tanta gioia, penso a come tradurre queste energie:
Un progetto futuro: ispirazioni visual, pareti rivestite con carta da parati di pregio, alternando pannelli ornamentali e superfici opache neutre.
Tessuti che diventano arte vestono ambienti dando identità
Accessori: cuscini con frange, nappe, dettagli oro o bronzo ossidato che giochino con la luce.
Palette: mix terra-bruciata + verde tropicale + accenti metallici
Il Paris Déco Off per me più di un expo: è un mosaico di culture, trame e storie che si incontrano. Ho riportato a casa non solo campioni di tessuto e colori annotati sul mio taccuino, ma soprattutto un bagaglio di emozioni, idee e ispirazioni che diventeranno parte dei miei prossimi progetti di interior design.
Consigli per chi va per la prima volta
Se stai pensando di partecipare alla prossima edizione, ecco alcuni suggerimenti che ho raccolto sul campo:
Porta un taccuino e una penna: niente sostituisce il gesto immediato di fissare un’idea o uno schizzo tra uno showroom e l’altro.
Scarpe comode: i quartieri da visitare sono tanti (Saint-Germain, Rue du Mail, Place des Petits Pères) e si cammina moltissimo.
Agenda flessibile: gli showroom sono tantissimi, non riuscirai a visitarli tutti. Scegli alcuni brand “must” e lascia spazio all’imprevisto: a volte le scoperte più belle sono quelle non pianificate.
Parla con i designer: molti espositori sono presenti di persona. Fermarsi a scambiare due parole offre spunti inaspettati e contatti preziosi.
Osserva i dettagli: non limitarti a guardare i tessuti, toccali, osserva come reagiscono alla luce, confronta le palette. Sono piccoli gesti che fanno la differenza.
Porta una borsa capiente: tra cataloghi, campioni e riviste, tornerai sicuramente con molto più materiale di quanto pensavi.
Lasciati ispirare dalla città: Parigi stessa è una fonte infinita di design – dai café storici ai giardini, fino alle facciate Haussmanniane. Ogni angolo racconta una storia di estetica e cultura.
Andare al Paris Déco Off non significa solo aggiornarsi sulle tendenze, ma immergersi in un viaggio sensoriale che unisce arte, moda e interior design. Un’esperienza che, se vissuta con occhi curiosi e cuore aperto, ti arricchirà ben oltre le pagine del tuo taccuino di viaggio.